Villa San Gallo: panchine simbolo di ritrovo sociale

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Villa San Gallo: panchine simbolo di ritrovo sociale

Villa San Gallo: panchine simbolo di ritrovo sociale

Osservare una panchina fa venire in mente tante cose. Proviamo a chiudere gli occhi per qualche secondo. Probabilmente le fantasie che affiorano alla vostra immaginazione possono essere tante: una mamma che allatta seduta il proprio infante, una persona che si ristora seduta dopo un po’ di attività ginnica, un anziano seduto che legge un giornale o che parla di sport con un giovane. Potranno essere infinite e svariate le immagini affiorate alle vostre menti, immagini che potranno comprendere qualsiasi tipologia di persona di qualsiasi età, sesso o etnia ma tutte simbolicamente rappresentano la panchina come un “luogo” fisico che incarna le emozioni più diversificate in cui è possibile allontanarsi dalla realtà per cercare un momento in cui poter evadere, anche se per poco, dalla propria condizione per cercare una dimensione altra.
Ma la panchina viene vista anche e soprattutto come simbolo di aggregazione, di socializzazione, di luogo d’incontro e scambio sociale, luogo in cui è possibile relazionarsi con l’altro, mettersi accanto all’altro, rendere tale vicinanza possibilità di arricchimento, di conoscenza e di condivisione di significati ma non solo anche e soprattutto di vicinanza fisica, una vicinanza desiderata che riscalda gli animi.
Proprio questo corollario di significati si sono concretizzati nella nostra Comunità Tutelare di Roccabascerana, dove a “Villa San Gallo”, il 18 giugno, sono state donate delle comode panchine.
Giuseppe, il familiare di un ospite della struttura, si è reso promotore di questa bellissima iniziativa riunendo un gruppo di imprenditori locali: “Ceramiche San Giorgio” di Carlo Silvestri, “Oasi rurale” di Todino Nando, “GIMA SRL” di Scalzi Marco, “Azienda apistica” di Scalzi Massimino, l’impresa Edile di Parrella Pellegrino, ed Ivan De Blasi, che si sono subito resi disponibili all’acquisto delle panchine e con entusiasmo le hanno donate alla struttura.
Da sempre la Panchina è il simbolo della tranquillità, della condivisione e la possibilità di averle in all’interno della Comunità Tutelare è l’espressione di una comunità che si concede tempo per conoscersi, pensare, parlare. Si rende così l’idea della panchina come espressione di possibilità di incontro, come possibilità di rilassarsi per scacciare pensieri negativi o di abbandonarsi a dolci ricordi del passato, possibilità di godersi anche solo per un attimo il panorama offerto dalle montagne di Roccabascerana, di soffermarsi comodamente a chiacchierare con i propri familiari o ancora, come possibilità di comunicazione dei propri disagi personali o semplicemente come modalità di conversazione con gli operatori che in assenza o in mancanza dei propri familiari possono compensarli e rappresentarli, perché di fondo sì la struttura residenziale di “Villa Gallo” è una famiglia che cerca, attraverso le attività, il sostegno, il supporto agli utenti, di rendere questo percorso quanto più conforme a quel concetto di “umanizzazione delle cure” di cui tanto si parla.
La relazione con gli operatori risulta fondamentale per mettere in atto la cura centrata sulla persona, quella cura inevitabilmente medica ma anche e soprattutto assistenziale,
persona-specifica, unica proprio perché si costruisce sulle caratteristiche del singolo individuo, caratterizzata da un tempo e uno spazio in cui sentirsi in relazione. In questo contesto, dunque, la relazione diventa il veicolo per eccellenza attraverso il quale costruire un rapporto di fiducia che permette alla persona anziana di fidarsi e affidarsi, di essere agente attivo nel processo di cura e (ri)appropriarsi di un ruolo in una fase della vita dove spesso capita che siano gli altri a decidere al suo posto e magari senza neanche chiederne il parere.
Tutto ciò rappresenta per la comunità tutelare di Roccabascerana un’occasione di cambiamento e miglioramento per il benessere e la salute psico-fisica degli utenti che possono, attraverso questo piccolo gesto, avere una grande opportunità di mantenere una buona qualità della vita permettendo loro di ritagliarsi un ruolo di partecipazione attiva.