Coop Gea: l’altra faccia del virus

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Coop Gea: l’altra faccia del virus

Il COVID è entrato a far parte della vita di gran parte della popolazione mondiale, si tratta dell’argomento principe degli ultimi mesi, viene continuamente affrontato sia nei telegiornali che nelle semplici conversazioni colloquiali. Questo nemico invisibile ha avuto la capacità di catalizzare su di sé l’attenzione della civiltà più evoluta della storia del pianeta, distruggendone certezze e arroganze. Ma cosa ha fatto la differenza? Cosa ha fatto in modo che il COVID fosse considerato più di un virus? A generare questa valutazione è stato il riscontro psicologico sulle persone.

Ed è proprio sul punto di vista psicologico che la Cooperativa Gea ha deciso di lavorare, nell’ultimo progetto atto ad implementare il welfare aziendale il presidente della cooperativa Claudio Romano, con la collaborazione della Dott.ssa Simona Novi, ha messo in moto uno sportello di ascolto online rivolto a tutti gli operatori sociosanitari afferenti alla cooperativa.

Il chiaro obiettivo di tutelare il benessere della persona e del lavoratore deriva da un’attenta analisi della Dott.ssa Novi che ha sottolineato l’importanza del sostegno nei confronti dei professionisti sociosanitari, in un momento talmente complicato e difficile che potrebbe provocare disturbi acuti da stress (ASD) o, addirittura, un disturbo da stress post traumatico.

La Cooperativa Gea ha così deciso di rispondere immediatamente a questo pericolo dovuto, nella maggior parte dei casi, a una reazione all’esposizione ad una minaccia per la vita (propria o altrui).

I sintomi del disturbo acuto da stress possono avere una durata variabile che va dai tre giorni ad un mese e comportano: umore negativo, sintomi dissociativi, sintomi di intrusione, sintomi di evitamento e sintomi di attivazione fisiologica (come disturbi del sonno e problemi di concentrazione).

Oltre alla prevenzione di situazioni da stress acuto e post traumatico, lo sportello di ascolto mira anche a diffondere un clima aziendale positivo con un aumento della protezione e della sicurezza nei confronti del lavoratore, prevenire situazioni di burn-out e altre sindromi da stress, potenziare i livelli di consapevolezza sul proprio stato emotivo ed infine diffondere informazioni utili sugli stili di risposta disfunzionali.

Questo progetto assume ancora più valore ed importanza dal punto di vista della sicurezza e dell’empatia del lavoratore, come ci tiene a sottolineare il Presidente della Cooperativa Romano: “Nei lavoratori si instaura la consapevolezza di avere una concreta possibilità di confronto emotivo e relazionale. Sapere che esistono dei fattori di sostegno messi a disposizione dal datore di lavoro contribuisce di per sé alla realizzazione di un buon clima aziendale con un beneficio indiretto anche per chi non usufruisce direttamente del servizio”Coop Gea: l’altra faccia del virus